Levataccia a  parte, lo Iab Seminar dell’altro giorno è stato davvero interessante.

Alcune considerazioni che mi girano nella testa, senza alcuna pretesa di essere per così dire “nel giusto”.

La pubblicità sul mobile (che si legge “mobail” e vuol dire telefonino, non oggetto d’arredamento) al momento è ancora utopia. Si cominciano a muovere i primi passi, molte aziende stanno adattando i propri siti web per la visualizzazione su cellulare, Vodafone ha installato un adserver sul suo portale, ma pare che tutto si muova a rilento. Si dice che con l’Iphone anche questo settore subirà una bruciante accelerazione. A me pare che stiano facendo di tutto per far funzionare una cosa che ancora non sta in piedi, per quanto mi rendo conto che potenzialmente sia un’opportunità di business da sogno.

Il behavioural targeting: questo è davvero interessante. Montagna, amministratore di Yahoo Italia, dice che Yahoo è in possesso della tecnologia per applicare la profilazione comportamentale al suo portale.

Questa profilazione può sembrare invasiva; io non vedevo l’ora che diventasse realtà. Non ho mai sopportato quelli cercano di vendere tutto a tutti, quelli che temono che se vendono A, impegnandosi e sforzandosi in tal direzione, temono di non riuscire più a vendere il prodotto B. Temono la specializzazione. Vendono tutto e niente. Ognuno ha i suoi prodotti, e per ogni prodotto c’è un cliente.

Piuttosto, mi chiedo se non possa esserci qualche problema a livello di privacy, visto che si “spia” molto da vicino i comportamenti del navigatore, pur garantendogli sempre l’anonimato. Per me no, ma lascio aperto l’interrogativo.

La gestione delle campagne di mailing è stata trattata in maniera interessante da Fubini di Contact Lab

In particolare mi ha fatto molto riflettere la sua affermazione per cui “è inutile tenersi stretto un database di un milione di indirizzi” se poi non si fa un lavoro massiccio di profilazione. E ha ragione, in pieno. Grazie agli strumenti in nostro possesso, il Direct E-mail Marketing dovrebbe essere lo strumento principe delle vendite online.

Domani allo Iab Seminar a Milano, dedicatoalla “misurabilità dei media digitali interattivi”, ovvero la misurabilità delle performance della comunicazione online e su mobile device. In particolare, verranno analizzati – suppongo – i sistemi di tracciamento e di mail marketing più diffusi e performanti

Nei prossimi giorni vi faccio un bel riepilogo di cosa racconteranno domani gli organizzatori e i relatori. Intanto date un’occhiata al loro sito

Mi riprometto di non scrivere più post così pieni di parole da markettaro. Giuro.

IPhone

IPhone

E’ innegabile: questo gioiellino elettronico che è l’IPhone è proprio bello; e non poteva essere diversamente, visto quello a cui ci aveva abituato Apple.

Certo, non è poi così rivoluzionario come ci fanno credere: sono moltissimi i telefoni che hanno integrati lettore mp3 e fotocamera-Nokia monta addirittura lenti Zeiss! E’ indubbio che l’Iphone sia di ottima qualità in ognuna delle sue funzioni, ma, come tutte le cose, ha un difetto: il prezzo.

Così alto da far sospettare che Tim e Vodafone, che lo vendono per ora in esclusiva, stiano facendo cartello: l’Antitrust ha difatti aperto un fascicolo per verificare se vi siano gli estremi per aprire un’istruttoria.

in coda per l'iphone

in coda per l'iphone

Perchè tutta questa corsa all’acquisto dell’Iphone? Moda? Forse. Ma, per quanto non introduca niente di nuovo, l’Iphone è un nuovo modo di intendere la tecnologia: come gli abiti, così i telefoni e gli altri aggeggi tecnologici sono parte integrante della nostra vita. Il suo essere glamour lo mette alla portata di tutti. Per questo, nonostante i prezzi, l’Iphone è indispensabile: perchè è la quintessenza del XXI secolo.

Il Financial Times ha pubblicato un articolo – consultabile qui – secondo cui molte aziende del web 2.0 rischiano la chiusura da qui a due anni, secondo le parole di Roger Lee, partner delle Battery Ventures.

Secondo le stime, gli utenti che cliccano sui banner pubblicitari sono 4 su diecimila.

Iinfatti, ,realtà affermate come twitter nei fatti non generano profitti; non vi è pubblicità e il servizio è gratuito. Nonostante una massa entusiasta ne ha decretato il successo, non è detto che riesca a sopravvivere allo scossone che l’economia americana sta subendo (anche s e ha buone possibilità; diverso è per concorrenti nuovi entranti )

Pare che Wikipedia abbia deciso, per risolvere l’impasse, di dare alle stampe la versione online dell’enciclopedia partecipativa. Anche se in realtà il progetto della Wikimedia Foundation, illustrato dal fondatore Jimmy Wales, era inizialmente -nel 2006- destinato ai paesi del terzo mondo.

Playwithcreativity è un progetto interessante dal punto di vista del social networking, e non solo.

Stavolta però non è di questo che voglio essattemente parlare. Voglio approfittare del loro video per parlare del mio lavoro.

Capita che la gente ti chieda “cosa fai nella vita”? Al che, posso dare diverse risposte. All’affermazione “lavoro in un ufficio marketing”, il 79% delle persone reagisce chiedendoti “cioè?”. Alla mia risposta su quella che è l’attività di un ufficio marketing, il 97% si convince che in un ufficio marketing non si faccia niente dalla mattina alla sera se non un sacco di chiacchiere.

All’affermazione “sono un copywriter”, la quasi totalità del campione risponde “non parlo tedesco”.

Bene, per tutti coloro che non abbiano capito cosa faccio, guardate il video. No, fermi tutti, non vado dai clochard che incontro per strada e gli regalo dei cartelli colorati!

Scrivo e invento percorsi comunicativi per raggiungere gli obiettivi che l’azienda mi pone. E’ più chiaro adesso???

Lunedì ho passato il pomeriggio con Enrico Madrigrano, fondatore di Madri, azienda leader in Italia nel web marketing. L’occasione è stata la giornata di formazione e confronto organizzata da Evolution Travel, la agenzia di viaggi online con cui collaboro da ormai più di 3 mesi: una splendida opportunità di aggiornamento e di arricchire le proprie competenze come pochi altri in Italia possono vantare.

E’stata una giornata interessante e densa di informazioni e nozioni.

Abbiamo parlato di tutto, dagli aspetti più tecnici del SEO, hosting e cross linking, alle strategie di vendita, landing page e sua evoluzione , il tutto condito da consigli innovativi.

Una cosa interessante è stata vedere che anche Enrico, che è un vero guru del settore, crede che prossimamente si dovrà investire fortemente sui social network.

E’ nato current, il sito su cui caricare i vostri filmati che vengono selezionati per essere trasmessi sul canale 130 di Sky. Si, avete capito bene, voi entrate a far parte della VC2(viewer created content), la community di Current, caricate un filmato – seguendo le specifiche indicate- e se verrà selezionato voi sarete pagati, e il vostro video andrà in onda, come recitano pomposamente, nelle case di 51 milioni di italiani!

Current si basa quindi sui POD, cioè su file video brevi in cui è possibile raccontare una storia, un personaggio e/o condividere un’idea.

I pod di Current TV sono video tratti dalla vita reale, di durata variabile da uno a sette/otto minuti, che trattano gli argomenti più disparati e in tutti gli stili, dalla narrazione in prima persona alla satira politica più accesa.

I social network sbarcano quindi in televisione, che finalmente sembra dare segnali di cambiamento, come volesse uscire dal medioevo tecnologico che rappresenta per approdare al presente.

Cos’è Twitter? lo si poterbbe definire un micro-blog, in cui i messaggi non devono superare i 140 caratteri. Ancora più breve di un sms quindi. Ovviamente, è impostato secondo la filosofia “social network”, per cui è possibile seguire altri utenti, facendoli entrare nella propria rete di contatti e visualizzando la propria home page completa dei loro interventi più recenti. Come recita l’headline di Twitter, la domanda a cui rispondere a ogni ora del giorno e della notte è “what are you doing?”. Twitter inoltre è fruibile non solo online, ma anche offline tramite twihrl, un’ app dedicata che fa l’upload automatico nn appena si torna in linea, nonchè, novità assoluta, sul telefono cellulare.

A questo indirizzo si trovano molte applicazioni da da usare su twitter. Imperdibile!

Il viral marketing è sicuramente uno dei modi più divertenti e creativi di aumentare la brand awareness in Rete. E dire che se volessimo tradurre in termini offline questo termine inglese, probabilmente dovremmo usare la parola pettegolezzo.

Facebook, una delle più frequentate community al mondo per numero di utenti, seconda solo a myspace.com, ha pubblicato una vera e propria guida sul viral marketing all’interno del sito, come annunciato da TechCrunch.

Prima di lasciarvi alla lettura della guida, che riporto sotto, vorrei sottolinearvi la citazione di apertura tratta da Time , forse il magazine più famoso del mondo, per capire la situazione di preoccupante arretratezza che viviamo in Italia a livello di consapevolezza del web e delle sue potenzialità: “Dal momento che i candidati alle presidenziali hanno abbracciato il web 2.0 e gli hanno affidato i messaggi per i possibili elettori, è possibile che il prossimo presidente altri non sia che uno dei tuoi contatti su Facebook

Facebook Insider’s Guide to Viral Marketing – Get more documents

Universal McCann Research ha pubblicato il suo terzo rapporto sull’impatto dei social media, il più vasto e completo progetto di analisi sul fenomeno, misurando le modalità di utilizzo e gli atteggiamenti degli utenti nell’adottare Internet come piattaforma. I risultati della ricerca sono così sintetizzabili:

• I mercati asiatici sono leader in termini di partecipazione e creazione di nuovi contenuti rispetto a qualsiasi altra regione
• Tutti le piattaforme dei social media sono cresciute in maniera significativa nel corso dei tre anni in cui sono stati presentati i rapporti McCann; in particolare i video clip sono la piattaforma con la più veloce crescita, passando dal 31% di penetrazione della prima misurazione all’ 83% due anni dopo ( 2008 )
• il 57% degli utenti ha aderito a un social network, il che li rende la piattaforma numero uno per la creazione e la condivisione di contenuti
- 55% degli utenti ha caricato foto
- 22% degli utenti ha caricato video
• I blog sono un mezzi di comunicazione di massa in tutto il mondo e si pongono come rivali dei media tradizionali
- 73% degli utenti ha letto almeno un blog
• La blogosfera sta diventando sempre più partecipativa, e conta 184 milioni di blogger in tutto il mondo
- gli argomenti più trattati dei blog sono la vita personale e familiare
• La Cina ha la più grande comunità di blog nel mondo con 42 milioni di blogger, più che gli Stati Uniti e dell’Europa occidentale messi insieme
• l’impatto sulla reputazione dei marchi è reale
– 34% deli utenti pubblica pareri sui prodotti e sui marchi sul loro blog
– 36% pensa in maniera più favorevole alle aziende che hanno blog

L’analisi McCann in formato pdf è scaricabile qui